6° Seminario Nazionale di Okinawa Karate-Do
25 Maggio 2025, Opera (MI)
In allegato il comunicato relativo al 6° Seminario Nazionale di Okinawa Karate-Do, che si svolgerà domenica 25 maggio 2025 dalle 9:00 alle 13:00 presso il Centro Zorzi in Via Gemelli 2 ad Opera (MI). Il seminario verterà sulla presentazione e sullo studio dei fondamentali dei seguenti tre stili di Okinawa Karate: Shorin Ryu Kyudokan Higa Te, Uechi Ryu Okikukai, Okinawa Goju Ryu.
Comunicato 6° Seminario Nazionale di Okinawa Karate-Do
6° Seminario Nazionale di Okinawa Karate-Do
Domenica 25 Maggio si è tenuto a Milano il 6° Seminario Nazionale di Okinawa Karate-Do con i Maestri Fabrizio Zorzi (Shorin Ryu Kyudokan Higa Te) e Fulvio Zilioli (Uechi Ryu Okikukai) che la FIK organizza ogni anno con l'intento di promuovere un Karate in cui i principi poggiano sulle solide secolari radici della tradizionale cultura di Okinawa, madrepatria del Karate.
Si è iniziato con lo Shorin Ryu della scuola Kyudokan Higa Te, il Maestro Fabrizio Zorzi ha illustrato i principi di questa scuola approfondendone gli aspetti teorici e pratici. A seguire sono state eseguite le tecniche di Kihon con l'obbiettivo di applicare concretamente i concetti esposti.
E’ stato quindi praticato il Kata " GOJUSHIHO" che ha offerto l'occasione per un interessante confronto con il suo omologo presente nello stile Shotokan mettendone in luce analogie e differenze.
La parte Shorin Ryu si è poi conclusa con applicazioni pratiche delle tecniche contenute nel Kata sopra menzionato e con esercizi a coppie, finalizzati a consolidare ciò che si è appreso durante questa parte del seminario dedicata allo Shorin Ryu.
Dopo una breve pausa abbiamo iniziato la parte dedicata al Karate Uechi Ryu con il sottoscritto.
Essendo la scuola "Uechi Ryu" particolarmente differente da altre scuole, inizio con il far praticare alcune tecniche peculiari e proprie di questo particolare metodo passando poi ad applicarle in coppia, soprattutto riguardo ad esercizi per praticare i calci, in questo caso, Yoko geri e Mawashi geri, in modo dinamico e continuativo e non statico, inoltre il mio intento primario era di spiegare un uso del corpo appropriato nell'eseguire le tecniche, spiegando innanzitutto che i calci si eseguono spingendoli prima con le anche, e così anche le tecniche di mano, è sempre l'anca che lancia il pugno tramite l'azione del basso addome (Hara), l'uso delle anche non è certamente tassativo in tutte le scuole di Karate, ma è una prerogativa del Karate di Okinawa, e spiego che nel Karate Nipponico l'uso delle anche non era contemplato per via della loro cultura del Budo molto radicata sulle loro pratiche marziali: Okinawa, Giappone, due metodi differenti di praticare. Anche un corpo rilassato e non teso ha una estrema importanza per l'efficacia della tecnica, più si è rilassati più si è pronti ad agire o reagire, un concetto questo ancora difficile da comprendere per molti ma è importante non confondere "rilassatezza" con "mollezza", ma trovo che spiegare questi concetti dal vivo dimostrandoli in pratica in un seminario sia più facile che spiegarli in uno scritto.
Si passa poi alla pratica del Kata " Kanshiwa" un Kata basilare della scuola Uechi e successivamente alla sua applicazione (Bunkai), illustrando soprattutto i punti vitali in cui colpire per una maggiore efficacia, il nome "Kanshiwa" deriva dall'insieme di due nomi, fu ideato in onore del Maestro KANbun Uechi e dell'onorevole SHU-SHI-WA, suo Maestro in Cina, unendo poi i due nomi. Passo inoltre a mostrare con cronometro alla mano, e coadiuvato da una mia allieva, la pratica del Kata sia fisicamente che successivamente con la pratica della "visualizzazione", alternati; un lavoro che ognuno può fare nel proprio dojo e questo aspetto di praticare il Kata in Seiza con la visualizzazione (abitualmente praticato in Giappone) può apportare enormi miglioramenti ed è importante soprattutto agli atleti che partecipano alle competizioni.
Infine dedico del tempo a spiegare alcuni concetti importanti su "Karate mindset", se si ha mente aperta e maggior consapevolezza sulla propria pratica allora questa diventa evolutiva, altrimenti rimane statica, per intenderci, è la stessa differenza che c'è tra metodo didattico e competenza, il metodo è un pacchetto in cui all'interno troviamo gli strumenti della scuola o stile praticato; Kihon, Kata, Bunkai, Yakusoku Kumite o anche Kihon Kumite etc. tali strumenti, se praticati con consapevolezza, dovrebbero creare competenza, e mentre la pratica didattica è una cosa finita, la competenza che si crea con essa non finisce mai, termino (purtroppo era tempo di chiusura) spiegando brevemente che esiste un Karate statico, basato sulla mera pratica del metodo, (pratica meccanica) e un Karate dinamico evolutivo spinto da una competenza sempre in aumento, (pratica dinamica). Non ho potuto andare a fondo di questo argomento ma mi riservo di approfondirlo in un prossimo intervento.
Infine, ringrazio la FIK per il suo impegno ad organizzare questi seminari dedicati al Karate di Okinawa, prima federazione ad attuare questo progetto in cui mi auguro sempre in crescita e il Maestro Fulvio Burini presente come osservatore al seminario in qualità di neo presidente FIK Lombardia.
di Fulvio Zilioli


